Sognolotto
Pochi Spesso Subito

Mondo Lotto – Le origini Del Gioco

Contrariamente a quanto ci induce a credere, le origini del Lotto sono da attribuire alla città di Genova
L’Hortus_Deliciarum (1) Il lotto deriva dalla pratica in uso a Genova, nel XVI secolo, che consisteva nello scommettere
su cinque, tra 120 nomi di nobili genovesi, che sarebbero stati prescelti tra i membri del Serenissimo Collegio.
A Torino, nel 1674, questa stessa modalità di gioco prende il nome di Lotto della zitella,
poiché a ciascun numero è abbinato il nome delle ragazze povere ed i proventi del sorteggio vengono distribuiti
loro in dote.

I nomi venivano imbussolati ed introdotti in un contenitore (chiamato seminario) e sull’esito dell’estrazione il popolo prese l’abitudine di scommettere. Il gioco si affermò con il nome di gioco del Seminario.

Nel 1643 la repubblica di Genova vi impose una tassa e stabilì che l’ambo venisse pagato 13 volte ed 1/3 la posta. Il successo economico portò gli altri stati ad adottarlo in modo stabile, sia pure con nomi diversi; nel regno di Sardegna dal 1696, in Lombardia dal 1702, nel regno delle due sicilie dal 1713, in Toscana dal 1739, a Venezia dal 1750.

Dopo l’unità d’Italia, un decreto unificò il gioco in tutto il regno e vennero scelte 8 località (dette ruote) in cui venivano materialmente effettuate le estrazioni: Bari, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia. A Bari le estrazioni ebbero inizio nel 1874. Motivi di ordine politico ed economico portarono l’8 luglio 1939 all’istituzione di due nuove ruote: Cagliari e Genova. In questi due compartimenti l’ammontare delle giocate rimanevano molto al di sotto della media nazionale e la città di Genova rivendicava la ruota in qualità di culla storica del gioco.

Il gioco, in ragione della sua semplicità, si estende ad altre città italiane, nonostante i tentativi di proibire
le scommesse e le minacce di scomunica. Nel 1731, tuttavia, lo Stato Pontificio ne autorizza l´esercizio, destinandone i
proventi al finanziamento di opere architettoniche e di pubblica utilità, quali la costruzione della Fontana di Trevi e la
bonifica delle paludi pontine.

Le estrazioni dei numeri, col tempo, divengono sempre più numerose; da quelle annuali si giunge progressivamente a quelle settimanali,
svolte tradizionalmente il sabato. Nel 1863, con l´unità d’Italia, lo Stato decide di disciplinare il gioco anche ai fini fiscali;
inizialmente come sedi estrazionali, vengono scelte otto città d’Italia: Bari, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia,
alle quali, nel 1939, si aggiungono Cagliari e Genova.
Nel 1994 il lotto è affidato all´amministrazione autonoma dei monopoli di stato, la quale ne dà in concessione il servizio ad un operatore specializzato, la Lottomatica.

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Nel 1997 è istituita una seconda estrazione nella giornata del Mercoledì: una parte dei proventi erariali sono destinati al Ministero per i beni culturali e
ambientali per il recupero e la conservazione dei beni culturali archeologici, storici e artistici.
Le origini del Lotto appartengono a Genova e non a Napoli come molti possano pensare. Il gioco dei numeri fortunati risale al 1500 nella città di Genova in Liguria ma ancora non si chiamava Lotto. La parola infatti, di origine germanica esisteva già prima del gioco stesso e significava “giochi a sorte basati su un’estrazione”. Il gioco del Lotto, almeno nella formula conosciuta in Italia, deriva da una pratica che si teneva a Genova ne l XVI secolo, ovvero scommettere sui nomi di personaggi “eleggibili” a cariche pubbliche. Inizialmente il gioco era proibito e si svolgeva solo clandestinamente, e divenne legale solo nel 1576 quando Genova era una repubblica marinara. Una legge costituzionale stabilisce che il Maggior consiglio della Repubblica possa eleggere 120 padri fra i cittadini più meritevoli “per prudenza e virtù″, i nomi, messi in un’urna detta Seminario o Seminajo, ne vengono estratti cinque, due volte l´anno. Per questo il gioco di scommettere sulla estrazione prende il nome del “Giuoco del Seminario”. I primi gestori del gioco non si limitavano ad accettare le scommesse solo, ma cominciano a scommettere anche su due e tre nomi, dando così origine alle tipologie di scommessa che anche oggi conosciamo, “Estratto”, “Ambo” e “Terno”, e che per molto tempo sono state le sole combinazioni su cui si basava il gioco del Lotto. Un secolo più tardi il gioco del Lotto, compare anche a Napoli. Come quello Genovese, il gioco fu battezzato “Seminario di Napoli” per poi, successivamente, assumere quello più originale di “Nuovo Lotto di Napoli”. La prima estrazione risale a l 1682. Ma la storia del Lotto napoletano confusionaria e lenta: dalle prime estrazioni con cadenza annuale si è passati alle due e alle tre estrazioni all´anno. Nel 1689 il gioco viene abolito, finché nel 1713 viene definitivamente ristabilito con nove estrazioni annuali. Nel 1774 alle nove estrazioni vennero aggiunte le altre nove del lotto di Roma, fino a che nel 1798 fu stabilito che tutte le 18 estrazioni venissero effettuate nella città di Napoli. Le estrazioni vennero porta a 24 nel 1804. Il gioco del lotto continua a prosperare, anche se con alcune interruzioni (esempio nel 1861 Garibaldi ne decreta l´abolizione), fino ad acquisire il primato come profitto fra tutte le provincie italiane dopo l´unificazione. Sicuramente questo è il motivo per il quale il Lotto viene considerato un gioco inventato a Napoli.