Sognolotto
Pochi Spesso Subito

Il Sogno di Luca da 0 a 50’ anni

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Amici di Sognolotto eccomi di nuovo a raccontarvi uno dei tanti sogni raccolti fra le genti, il sogno di Luca. Questo sogno mi ha particolarmente colpito nel momento in cui Luca rivede i suoi luoghi d’infanzia e la ragazza del suo primo amore, quella che nessuno ha mai dimenticato, quella con cui abbiamo passato i migliori momenti romantici, i migliori spensierati momenti divertenti, la nonna, la casa dove sei nato, il lago dove anch’io ho trascorso i primi 40’anni di vita e che mai avrei pensato di dover lasciare.

Luoghi e persone amate ed odiate alla stessa maniera ma indispensabili che non avresti mai pensato di poterne fare a ameno. Luoghi e genti che a volte ti rendono malinconico e ti fan venir la voglia di mollare tutto quel che ho e potrò avere per tornare indietro e non partire mai più. Questa storia, questo sogno raccontato da Luca mi somiglia, sembra la mia storia passata, la mia voglia di tornare, la mia malinconia nel veder trascorrere i giorni i mesi gli anni e sentirsi sempre più lontano da quei posti meravigliosi, quel lago che mi ha ospitato per oltre 40’anni, il lago di Como, luogo d’infanzia di Sognolotto e di Luca.
Questo sogno mi fa tornare alla mente anche una vecchia meravigliosa canzone di Roberto Vecchioni,  Luci a San Siro" ed in particolare gli ultimi versi del brano che recita:

Vecchioni015

fa tanto freddo, ho schifo e non ne posso più, facciamo un cambio prenditi pure quel po’ di soldi quel po’ di celebrità ma dammi indietro la mia seicento, i miei vent’anni e una ragazza che tu sai

Luci A San Siro - R.Vecchioni

Parafrasando le parole di questa poesia credo somigli molto al mio stato d’animo, come credo anche Luca, il mio racconta sogni di oggi!

Oltre che alla canzone di Vecchioni mi fai ricordare le prime frasi del primo capitolo "Il Meccanico che ripara i Ricordi" in un libro di racconti di Davide Bernasconi (Davide Van De Sfroos, il nostro amato cantautore lacustre) "Le Parole Sognate Dai Pesci".

Pesci-front

"Buttò lo sguardo su una vecchia altalena … Capì immediatamente che si sarebbe ripreso tutti gli odori e le ombre che gli appartenevano, compresa la sua" e ancora "La sua ombra non era mai partita, non era mai stata caricata su una Mercedes color castagna…"

Le Parole Sognate Dai Pesci - Van De Sfroos

Nemmeno la mia ombra, sembra non sia mai partita da quel paese dell’alto lago e quando ci torno sento ancora quegli odori caratteristici che nemmeno tutto quel cemento nuovo ha cancellato, ritrovo quel masso appena consumato dalle onde dove mi sedevo solo o in compagnia di Silvia aspettando la mezzanotte nelle nottate di luglio.

Il sogno di Luca – Il Racconto

Alla soglia dei 50 ho ripercorso i luoghi e le persone dalla prima infanzia al primo vero amore nello spazio di un sogno.

Mi reco ad una festa che non è la mia ma di altre persone per lo più sconosciute. Il luogo era il soggiorno dove ho sempre abitato con i miei genitori fino a quando mi son trasferito, prima per lavoro poi per amore in città, lontano dalla mia adorata terra lacustre.

Prima di incontrare la mia attuale compagna conobbi e frequentai una ragazza molto carina che frequentai per un paio d’anni o poco più.

Alla festa del mio sogno era presenta anche lei, la mia indimenticabile ex, era vestita in abiti piuttosto succinti, era molto sexy tanto come non l’avevo mai vista prima, nemmeno nella realtà, sembrava dovesse andare in spiaggia e non ad un ricevimento.

Nella vita faccio il mobiliere e sono a capo di una piccola squadra composta da cinque operai più o meno specializzati, fra di loro c’è Beppe, un giovane apprendista non ancora maggiorenne, volonteroso ed intraprendente.

Nel sogno Beppe sta con la mia ex e la cosa non mi è per niente gradita anche per il fatto che lei non si rende nemmeno conto della mia presenza, non mi saluta, non mi parla e non mi guarda affatto. "Ma che festa è questa, una brutta festa rovinata da quel giovane che da questo sogno vorrei cacciare, “cosa ci fa con la mia ragazza vestita in quel modo!" dico io.

Ora vogliono uscire in giardino, lui e lei senza nessun’altro intorno. "Non ve lo permetto!", tiro fuori tutta la mia ira, con un rapido gesto oscuro il cielo e scateno una violenta tempesta di neve. Beppe e la mi ex rinunciano, ero sicuro che Silvia si era convinta che ero io il più forte ma niente, lei continuava ad ignorarmi.

D’improvviso, però,la Silvia scompare dal sogno e ci troviamo soli io e Beppe in un vecchio sentiero di campagna che percorrevo da bambino mano nella mano con mia nonna. Camminavamo verso la montagna, il lago era alle spalle eppure riuscivo e vederlo, era di un colore azzurro lucido,sebbene era notte c’era anche tanto sole.

"Perché mi hai rovinato la festa?" mi chiede Beppe e prosegue "Ora vado al Bancomat a prelevare più soldi possibile e organizzo una festa solo per me e la Silvia, guai a tè se ti fai vedere!". "Cosa? Vuoi sfidare i miei poteri magici per conquistare la Silvia? Non te lo permetto, ora scatenerò un incantesimo, i cieli si oscureranno e ti rovesceranno addosso tanta di quella pioggia così sarai costretto a rallentare il passo, nel frattempo, con un altro incantesimo, ti resetterò (proprio così) il conto in banca, resterai senza un centesimo e la Silvia sarà per sempre mia"

Fonti Citate

Luci a San Siro
Testo: Roberto Vecchioni Musica: Andrea Lo VecchioEdizioni: Universal Music Pubblishing Ricordi

Le parole sognate dai pesci
Autore: Van de Sfroos DavideDati 2003, 91 p., brossuraEditore: Bompiani (collana AsSaggi)

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